Εκτύπωση
Countdown, 2, pp.27-51
Questo articolo vuole essere un contributo al dibattito sull’attuale assetto monetario alla luce dei recenti sviluppi della teoria marxista sul denaro mondiale. L’articolo considera il dollaro statunitense come primus inter pares tra le divise quasi-mondiali e mette in discussione la tesi dell’egemonia americana attraverso l’esame del comportamento assunto dai maggiori Stati capitalisti e da alcuni paesi in via di sviluppo per quanto riguarda le loro riserve ufficiali internazionali. Le conclusioni mettono in risalto un modello di comportamento assunto dai maggiori stati capitalisti, a seconda delle dimensioni e della forma delle loro riserve, anche se i diversi livelli rivelano una struttura gerarchica delle corrispondenti forme di denaro quasi-mondiale. Pur essendo parte di una vasta letteratura sulle riserve internazionali, l’analisi si concentra sui paesi sviluppati trattandoli singolarmente. Il merito di questo approccio è quello di mostrare chiaramente il modello di cui sopra, modello che non è più così evidente quando viene incluso il Giappone. I risultati implicano che gli attuali accordi finanziari a livello internazionale favoriscono l’ingresso sulla scena del multipolarismo e della concorrenza geopolitica, la cui evoluzione è storica.

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